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Pierpaolo Ribuffo è il nuovo Ammiraglio di Marinanord

Alla cerimonia del passaggio di consegne della guida del Comando marittimo Nord tra il comandante uscente Giorgio Lazio e Pierpaolo Ribuffo era presente anche Navigazione Golfo dei Poeti.

L’avvicendamento e il passaggio di consegne in Arsenale tra Lazio e Ribuffo, come da prassi e tradizione di fronte alle massime autorità civili e militari, inevitabilmente disegna lo stato dell’arte e mostra in controluce la linea della futura collaborazione tra città e Marina Militare.


Nel suo discorso di commiato l’Ammiraglio Lazio ha brevemente ripercorso i cinque anni di attività trascorsi presso la sede spezzina, evidenziando le grandi opportunità a volte non del tutto colte dello straordinario Golfo della Spezia e rivelando il suo prossimo impegno che lo vedrà spesso ancora presente in città, con la fondazione Tender to Nave Italia, quindi nell’ambito del sostegno alla disabilità e disagio sociale.
L’esperienza in ammiragliato è stata descritta come proficua nel miglioramento del rapporto e della conoscenza della città di una realtà complessa quale quella del Comando marittimo Nord, che tuttavia deve ancora svilupparsi per sfruttare a vantaggio di tutti la presenza di 150 anni della Marina alla Spezia.

L’Isola del Tino, definita “laboratorio” da Toscano, si mostra a tutti come la protagonista e la testimone evidente delle possibiità offerte al futuro, e proprio con particolare riferimento al Tino è intervenuto il nostro Presidente Rudy Biassoli, che ha ringraziato l’Ammiraglio Lazio per l’apertura e la disponibilità mostrata nei confronti del territorio spezzino, gli spazi concessi e le iniziative promosse, un sicuro aiuto all’abbattimento delle distanze tra i diversi approcci per la crescita territoriale tra la Città e la Marina Militare.

Nelle parole del neo Ammiraglio Ribuffo si auspica la continuità di quanto iniziato nelle priorità messe in campo: “In primo luogo comprendere a pieno le articolazioni e le difficoltà che ci possono essere tra la Marina e la realtà del territorio. Quindi intendo relazionarmi e stabilire insieme il modus operandi nell’interesse di tutti e del Paese. Avverto pienamente la responsabilità di questo ruolo, ma non mi sento tra incudine e martello, mi sento anzi un privilegiato perché penso di poter dare un contributo a un rapporto di collaborazione in cui credo fermamente”.