L’Isola dei Tesori si apre al pubblico

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Isola di Luce, isola della Natura, isola del Futuro. L'Isola del Tino si lascia definire in molti modi mentre si apre sempre più al pubblico grazie all'Associazione "Amici dell'Isola del Tino".

Dal 1997 è tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco insieme alle altre isole dell’Arcipelago Palmaria e Tinetto, ma anche senza riconoscimento ufficiale, il valore dell’Isola del Tino per i locali è grandissimo. Ciò che si è succeduto sul suo suolo fin dai tempi più remoti e nella sua natura, si fonda infatti l’identità del Golfo e della città, e il suo inconfondibile profilo definisce tutta la poetica bellezza del paesaggio, illuminato dal faro dell’isola nella notte.
Tuttavia, da molti decenni il Tino è controllato dalla Marina Militare che vi vieta l’accesso ai civili, e parzialmente dalla Diocesi spezzina che sull’isola celebra la tradizione del Santo patrono del Golfo dei Poeti, Venerio.
Oggi, grazie al lavoro dell’Associazione Amici dell’Isola del Tino in collaborazione con la Marina Militare e Navigazione Golfo dei Poeti, l’isola sarà resa accessibile con alcune visite programmate.

Isola di Luce

Dal 1840, sulla sommità della bianchissima falesia della costa occidentale dell’Isola del Tino, si trova il faro che illumina e guida i naviganti del levante Ligure, e dà il testimone di luce alla Lanterna di Genova a ovest e al faro di Livorno a sud.
La scelta dell’isola mediana dell’arcipelago per la sede della struttura voluta da Re Carlo Alberto fu forse dovuta alla tradizione dei fuochi di San Venerio.

Venerio era un asceta che sull’Isola del Tino trovò l’ambiente più consono all’isolamento che cercò negli ultimi anni della sua vita, presumibilmente tra il 600 e il 630. Dopo la sua morte, altri monaci benedettini vi si insediarono, fondando un monastero di cui rimangono alcuni affascinanti resti.
Venerio era però certamente anche un esperto marinaio. A lui, secondo alcuni, si deve l’adozione in questa parte del Mediterraneo della Vela Latina, che rispetto a quella a forma rettangolare consentiva di “risalire il vento”.
Sempre vicino ai naviganti, per loro Venerio accendeva fuochi nelle notti di burrasca, affinché individuassero la presenza dell’isola. Per questa tradizione Venerio è diventato Patrono dei fanalisti d’Italia, oltre che del Golfo dei Poeti.

Isola di Natura incontaminata

La chiusura al pubblico dell’isola nel corso dell’ultimo sessantennio ha certamente permesso che il suo ambiente naturale venisse protetto e preservato, facilitando la grande presenza in particolare di tante varietà aviarie che nidificano nei punti più impervi.
Sull’isola trovano casa anche alcune specie animali molto rare oggi protette dal Parco Naturale di Portovenere, per esempio il Tarantolino, il più piccolo geco europeo, diffuso in pochi altri siti liguri.

L’occasione di camminare nella vegetazione mediterranea, tra i profumi e i colori vividi del pino marittimo, del leccio, del mirto e del lentisco che caratterizzano il manto dell’isola è imperdibile.

Isola del Futuro

Grazie all’Associazione Amici dell’Isola del Tino, sono i bambini i protagonisti di un passaggio di consegne di responsabilità verso un ambiente naturale straordinario, e loro sono gli eredi del suo valore inestimabile. Per questo, l’Associazione ha organizzato alcune visite dedicate alle scuole sull’isola, alla scoperta dei suoi tesori.

Grazie all’Associazione Amici dell’Isola del Tino, sono i bambini i protagonisti di un passaggio di consegne di responsabilità verso un ambiente naturale straordinario, e loro sono gli eredi del suo valore inestimabile. Per questo, l’Associazione ha organizzato alcune visite dedicate alle scuole sull’isola, alla scoperta dei suoi tesori.

Ma non solo i ragazzi spezzini possono fare visita al Tino, l’Associazione ha infatti programmato alcune visite possibili aderendo sul sito di Amici dell’Isola del Tino alle iniziative di tutela dell’isola e acquistando il biglietti per le traversate con Navigazione Golfo dei Poeti.
Ci sono alcune date già definite, l’11 Giugno, il 3 Luglio e il 9 Agosto, ma si prevede che ne verranno programmate altre.
Per maggiori informazioni, si può contattare Elisabetta Cesari tramite Facebook: amici dell’Isola del Tino.
Si ricorda che sull’Isola non ci sono bagni né punti di ristoro, si consiglia di portare il cibo al sacco.

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